giovedì 26 novembre 2015

Supporti cartacei

Mio figlio ha iniziato quest’anno la scuola primaria. Ed a due mesi dall’inizio sa già scrivere e leggere correttamente. Io rimango incantata davanti ai quaderni a quadretti da 0.5 cm ed il rigo di I e II con i margini. Il mio scriccioletto conosce questi due supporti per scrivere, oltre ai già ben collaudati fogli A4 che rubava già da qualche anno dalla stampante della mamma per disegnare e scribacchiare il suo nome e qualche altra parola (MAMMA, PAPA’, LEGO, NONNA, MINION…).
Confesso di essere un po’ gelosa di questa capacità di adattamento dei bambini, perché invece io mi sono scoperta essere una Paper Addict. Come le persone che adorano circondarsi di scarpe e vestiti passerebbero ore negli atelier, così io posso rimanere ore all’interno di una cartoleria ben fornita. E per fortuna nella mia città ce ne sono diverse.

In questi ultimi anni ho affinato le mie preferenze ed i supporti cartacei che uso nella mia quotidianità si sono assestate su un numero davvero ristretto, che si possono contare su una mano.
Per quanto mi riguarda, mi affido a Moleskine – per il mio daily journal. Prediligo il formato A5 con copertina cartonata.

Ma non disdegno nemmeno il formato pocket da tenere in borsetta all’occorrenza, anche se nell’ultimo anno questo formato è stato soppiantato da un altro supporto: il Midori normal size – che sposa il design del Travel Journal per eccellenza made in Filippine con la carta che invece è di importazione Giapponese, quindi super qualità e con un’infinità di varianti per le malate di carta come me.

Filofax è un’altra marca che uso e abuso da due anni a questa parte. Confesso di aver fatto la parte della Ebayer stalker per riuscire a trovare una Malden A5 Aqua, senza riuscirci purtroppo visto che comunque quelle poche che si vedono quotano poi sui 700 euro. 

Ma ho già un nutrito e folto numero di questi organizer ad anelli, tre di seconda mano prese su Ebay e tre acquistate nuove di zecca. Il mio modello preferito è il Malden per la texture della pelle vintage, e ne ho due una grigia ed una viola, ma si difendono anche il modello Aston che ho preso nel formato Pocket e che uso come agenda organizer per gli appuntamenti e tengo sempre con me nella borsa. Anche la carta di Filofax mi piace molto a patto di usare le penne a sfera, non amano infatti molto l’inchiostro delle penne roller o della stilografica perché succede a volte di macchiare il foglio sul retro. Per quel tipo di scrittura preferisco usare la carta di Claire Fontaine o la Pigna.

E tu? Quali sono i tuoi supporti preferiti per scrivere?

domenica 1 novembre 2015

La Scrittura Creativa

Ad Ottobre ho frequentato un breve corso di Scrittura Creativa.

Le quattro lezioni di due ore ciascuna sono state intense, stimolanti e divertenti.
L'insegnante, che si è detto alla sua prima esperienza come tale, è stato esaustivo ed ha fatto si che noi sette partecipanti lavorassimo davvero alacremente, affidandoci ogni volta un compito per casa.
Quello che è uscito da questo corso, grazie a Roberto, così si chiama l'insegnante che ha saputo tirare fuori da ognuno qualcosa, è stato un breve racconto nel quale ci ho messo si del mio, ma che di volta in volta è stato ispirato dalla lezione e dagli altri scrittori.
Non è stata la prima volta che scrivevo, e come gli altri miei compagni, conservo decine e decine di quaderni più o meno ingialliti con dentro scritti, poesie, inizi di romanzi che mai hanno visto la luce, diari a non finire.
L'approcio alla scrittura però questa volta è stato diverso. Quando conosci le cosidette regole provi ad applicarle e quello che rimane poi scritto sulla carta prende vita da solo.
A dirla tutta, forse quando sono entrata per la prima volta nella stanza dove si teneva il corso, ero quella più sicura di tutti. Con in tasca già qualche piccola pubblicazione passata, e un racconto fresco fresco che aspettava di essere mandato ad un concorso letterario e la sfrontatezza della sicumera che maschera le peggio insicurezze. Ed infatti, a fine corso forse sono uscita come quella meno sicura di saper scrivere di tutti gli altri. Questo non per la recensione o i commenti dell'insegnante, ma semplicemente perchè io scrivo a prescindere dalla regole. Se un racconto per essere chiamato tale deve avere:
Protagonista - Antagonista - Climax - Conclusione
allora non sarò mai una scrittrice nel senso tecnico del termine. Io scrivo come viene viene. Poi metto in ordine quello che ho scritto. Ma il tutto può anche non avere un filo logico. Può anche non esserci un protagonista, può anche non esserci l'antagonista e forse manco il climax. Ed alla fine non c'è nessun cambiamento.

Il corso è stato interessante per tanti versi, ed ho sicuramente imparato molto, quindi questa non vuol essere una critica. Penso però che a volte le regole debbano pur essere infrante.

Il racconto che ho scritto per il corso sta alle regole. Il racconto che ho scritto per il concorso no.

Sono curiosa di scoprire se poi alla fine qualche menzione la spunterà, o se criticheranno perchè il mio scritto non ha ne un capo ne una coda.

Vedremo. Come diceva Doris Day: Que sera, sera. Whatever will be, will be.
 

Faccio::Leggo:::Scrivo

L'idea di questo blog è nella mia testa da circa un anno. Il fatto di averci messo così tanto a concretizzarlo e a scrivere il primo post non è tanto cosa metterci dentro, ma trovare il tempo per mettercelo. In questi ultimi anni ho notato in amici e conoscenti, ed io stessa mi ci ritrovo, una grossa grossissima voglia di FARE.
Il COSA fare è davvero infinito. Le possibilità che ci sono oggi sono davvero innumerevoli... il problema è IL TEMPO.

Nella mia testa ci sono un sacco di cose che vorrei fare, ma proprio tante.

Dall'handmade a tutte quelle cose che mi provocano piacere come disegnare, leggere, scrivere, dipingere in particolar modo. Ho scoperto una mia inclinazione per il design e per le attività artistiche e culturali.
Sakura by Bubiknits

Fles è nato inizialmente sei mesi fa come idea di magazine per amanti della carta, ma poi, mentre io maturavo, anche l'idea di cosa potesse essere FLES è mutata.

Ho intenzione di raccogliere in questo blog i miei pensieri sulla scrittura, sulla lettura, sul disegno e su tutte quelle cose che ci aiutano a fare emergere la nostra creatività. Al di la dello spazio e tempo.

Inoltre non prometto di essere costante nella pubblicazione, la costanza non è mai stato un mio forte, sempre legato a quel concetto di tempo. Questo perchè non voglio celare bugie in quello che scrivo.
La vita qui non è tutta rose e fiori come si scorge da istanti fotografici su ISTANGRAM, e devo dire che mi fa rabbia un governo che non incentiva affatto la qualità di vita dei suoi abitanti. A mio avviso ci sarebbe molto meno spreco nella Sanità pubblica e meno disoccupazione se si lavorasse meno e si lavorasse tutti. Basterebbe un regime di tempo part-time con turni variabili di mese in mese, mattina o pomeriggio imposto a privati e pubblici. L'altra metà della giornata andrebbe spesa a fare le cose che ci piacciono di più o anche solo a crescere serenamente i propri figli, o anche trovare il tempo per andare dal dottore e non ignorare i "dolorini" che poi diventano cronici o qualcosa di peggio. Comunque a parte ciò, dal momento che Fles non è un blog per parlare di politica ma un luogo virtuale dove parlare di vita, libri, design, mode, tendenze e cultura, ti lascio una considerazione di Austin Kleon che riprende una citazione di Steven Pressfield, che mi è piaciuta molto in quanto riflette a pieno il mio pensiero quando qualcuno si lamenta che il proprio blog non fa visite, il proprio corso non ha iscrizioni:  
Non è che la gente sia meschina o crudele: semplicemente ha da fare.
Quindi, tanto vale fare le cose quando e come ci piacciono senza preoccuparsi di quello che pensa la gente. E se il tuo lavoro è davvero buono, prima o poi qualcuno se ne accorgerà.